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INTOSSICAZIONI DI MASSA NELLA SCUOLA DI POLIZIA PENITENZIARIA A CAIRO MONTENOTTE. 100 ALLIEVI SOCCORSI.

WED 10 Jan | Notizie - Cronaca - Savona

Intossicazione di massa nella scuola di polizia penitenziaria di Cairo Montenotte, in provincia di Savona. Circa cento allievi sono stati soccorsi ieri sera dopo aver accusato sintomi gastrointestinali. Dato l'alto numero di malori, i medici del 118 hanno allestito un punto di primo intervento sul posto.

Per alcuni pazienti non sono bastate le cure in loco ma è stato necessario il ricovero in ospedale. L'Igiene Pubblica di Asl 2 sta effettuando le verifiche del caso, per capire l'origine di quella che almeno a una prima ricognizione, sembra un'infezione dovuta ad intossicazione alimentare.

Questa mattina al nosocomio di Cairo Montenotte è attesa una conferenza stampa per gli aggiornamenti. Saranno presenti la vicepresidente e assessore alla Sanità di Regione Liguria Sonia Viale, il sindaco di Cairo Montenotte Paolo Lambertini e il direttore generale di Asl2 Eugenio Porfido.

Intanto il Sappe denuncia duramente la situazione in cui versa la Polizia Penitenziaria in generale: “Ci si dovrebbe vergognare per come viene lasciato allo sbando il Personale di Polizia Penitenziaria, in condizioni insalubri, indecenti e vergognose: una situazione vergognosa, che meriterebbe immediati interventi e invece non sembra fregare a nessuno come vengono maltrattati gli agenti di Polizia Penitenziaria”, denuncia Donato Capece, Segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE. “A Cairo Montenotte, Scuola allo sbando senza nemmeno un direttore fisso ed un presidio sanitario fisso in sede, abbiamo 120 allievi Agenti colpiti da una grave forma di gastroenterite ed alcuni di loro in Ospedale. Ora l’acqua viene distribuita da una autobotte, ma la situazione è molto preoccupante: i ragazzi sono stati precauzionalmente isolati all’interno della Scuola perché non abbiano contatti con la popolazione cairese Una situazione assurda, che riguarda ragazzi appena assunti nel Corpo, eppure, quando si è organizzato il corso, ci si è preoccupati di affidare le Scuole della Polizia Penitenziaria alla direzione di assistenti sociali piuttosto che del benessere dei neo Agenti, anche prevedendo un supporto sanitario fisso che oggi non c’è”.

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