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SEQUESTRO PISCINA CASCIONE: SCATTA LA SECONDA FASE DELL'INCHIESTA

WED 10 Jan | Servizi - Cronaca - Imperia

Dopo il clamoroso sequestro della piscina Cascione scatta la seconda fase dell’inchiesta: quella che rivelerà se gli alti valori di legionella riscontrati in diversi ambienti della piscina comunale Felice Cascione abbiano o meno contagiato gli utenti. Per i riscontri, il procuratore aggiunto Grazia Pradella, titolare dell’indagine, e il vice Francesca Sussarellu, dovranno accedere alla banca dati regionale che contiene registro delle malattie infettive. Ma non è escluso, visto che l’impianto è utilizzato anche da atleti provenienti da tutta Italia e non solo, che l’inchiesta possa allargarsi e interessare altre regioni. Il reato contestato, al momento ad ignoti, è pesante: disastro ambientale colposo. E proprio per salvaguardare la salute pubblica la procura di Imperia ha disposto il sequestro della piscina. Un provvedimento d’urgenza che ora il gip dovrà decidere se convalidare o meno. Le carte, però, parlano chiare: la relazione del dottor Carlo Canossa, direttore del dipartimento prevenzione dell’Asl di Genova, è allarmante. “Da quanto constatato durante il sopralluogo si ritiene che l’impianto natatorio sia condotto in maniera non adeguata a garantire le condizioni minime di igiene, salubrità e sicurezza previste dalla vigente normativa generale e di settore, per chi ne usufruisce sia come utente che come lavoratore”, si legge nelle sue conclusioni, “Inoltre l’impianto si presenta carente nei requisiti minimi strutturali ed impiantistici, dovuti ad interventi di manutenzione non idonei o non correttamente eseguiti, in parti essenziali del complesso, quali ad esempio il fondo della vasca principale, privo per una parte significativa di piastrelle”. Nel corso del sopralluogo effettuato dagli esperti è risultato che l’impianto, di proprietà comunale e gestito dalla Rarinantes, è in condizioni di igiene molto precarie con piastrelle del fondo della vasca staccate e mai risistemate, oppure “appiccicate” con lo stucco in modo approssimativo tanto da rendere impossibile l’intervento di igienizzazione della piscina.

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