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DISSEQUESTRATA LA PISCINA DI IMPERIA, SI CONTINUA A INDAGARE SU DUE POSSIBILI CONTAGI

THU 11 Jan | Servizi - Cronaca - Imperia

Come era emerso fin dal giorno del sequestro della piscina comunale di Imperia, le indagini della Procura sono ora orientate anche verso l’individuazione di eventuali casi di contagio da parte di utenti. Il sequestro è scattato dopo che le analisi hanno rivelato valori in alcuni casi centinaia di volte superiori al consentito dei Legionella in alcune docce. E ora sembra che almeno due casi di contagio siano balzati agli occhi degli investigatori. Si tratterebbe di infezioni da Pseudomonas e non Legionella.

Un altro batterio che avrebbe contagiato due minori che frequentavano la struttura imperiese, uno dei quali ricoverato al Gaslini di Genova. Se le ipotesi trovassero piena conferma, il capo di imputazione al momento contro ignoti, relativo a disastro ambientale e omissioni d’atti d’ufficio, potrebbe vedere l’aggiunta di altri reati. Anche se al momento non ci sono indagati, nei prossimi giorni è probabile che i finanzieri della sezione di polizia giudiziaria della Procura e i carabinieri del Noe, il Nucleo operativo ecologico, possano ascoltare le testimonianze di persone informate sui fatti, fra cui i vertici della rari Nantes, la società che gestisce la piscina, ma forse anche gli esponenti della Commissione di vigilanza del Comune. Palazzo civico infatti finanzia con 350 mila euro all’anno la Rari proprio per garantire gli interventi atti ad assicurare la pubblica fruizione della piscina Felice Cascione. La vicenda della piscina imperiese potrebbe quindi avere ulteriori sviluppi entro breve.

Intanto il gip Massimiliano Rainieri ha dissequestrato stamane la piscina Cascione in quanto non ravvisa il reato di disastro ambientale colposo contestato dalla procura di Imperia che, per tutelare la salute pubblica, martedì aveva provveduto a sequestrare l’impianto comunale dopo aver ricevuto l’allarmante relazione dell’ASL genovese sulle scarse condizioni igieniche della struttura.

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