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A ROMA L'ASSEMBLEA NAZIONALE DI ACCADEMIA KRONOS

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THU 23 May | Notizie - Attualità
A ROMA L'ASSEMBLEA NAZIONALE DI ACCADEMIA KRONOS

Nel bollettino settimanale AK Informa a cura di Accademia Kronos troviamo un approfondimento sull'Assemblea Nazionale dell'ente tenutosi a Roma:

"Si è conclusa sabato 18 maggio l’assemblea nazionale di Accademia Kronos a Roma presso la sala congressi dei Salesiani di via Marsala 42. In quella sede si è presentato e discusso il bilancio finanziario 2018 che, finalmente, ha chiuso in attivo. Bilancio approvato all’unanimità dai presenti. Circa l’adeguamento dello statuto secondo le nuove regole del Terzo Settore, il nostro commercialista, il dott. Stefano Barghini, ha spiegato che a causa di situazioni burocratiche tra ministeri competenti e commissione europea, la data fissata per l’adeguamento di tutti gli statuti delle onlus al 3 agosto di quest’anno, slitta ormai al 2021. Quindi tutto rinviato alla prossima assemblea nazionale.

Il presidente Floris ha presentato il programma di attività 2019 dove è emersa con forza la campagna “Io faccio la mia parte” e dove è partita l’operazione nazionale di iscrizione a soli € 6 a sostegno di questa campagna. Si è anche parlato dell’impegno per il 27 di settembre prossimo al Campidoglio di Roma dove saranno assegnati i riconoscimenti internazionali alla Costa Rica, al governatore della Puglia, ad Edo Ronchi e a tre artisti di fama internazionale. Il direttore La Malfa ha parlato del convegno scientifico che si terrà martedì 21 al CNR di cui AK è tra gli organizzatori ( convegno ESA ,Istituto Superiore di Sanità e CNR per il monitoraggio dei laghi attraverso l’uso di satelliti). Il presidente Floris ha poi parlato della realtà dell’Economia Circolare che in Italia al momento sembrerebbe sia portata avanti solo a parole. Diversi sono stati gli altri interventi tra i quali alcuni legati al rapporto con i giovani che, sia Sorbini che Sciaccaluga, hanno più volte sottolineato che non devono essere più intesi come nel passato: professori e alunni, ma come invece si farebbe tra giovani, rispettando le loro idee. (Nella foto il presidente Floris apre i lavori).

SINTESI DEL DISCORSO DI APERTURA DEL PRESIDENTE FLORIS

La campagna “Io faccio la mia parte” è un’assunzione di responsabilità personale. Noi siamo abituati a chiedere agli altri (al governo, al ministro, al sindaco ecc.) di risolvere i grandi problemi, è arrivato invece il momento che ognuno di noi cominci a fare direttamente qualcosa. Le “piccole azioni” possono fare la differenza, prese singolarmente appaiono poca roba, ma insieme milioni di “piccole azione” sono in grado di condizionare il modo di vivere e di agire anche a livello mondiale. Ad esempio ognuno di noi può decidere cosa comprare e dove comprare, influenzando di riflesso tutta l’economia. Noi possiamo fare molto, le nostre piccole azioni quotidiane, goccia dopo goccia, possono creare un’onda capace di superare qualsiasi ostacolo.

Oggi c’è più consapevolezza ambientale a livello del singolo, ed è proprio su questa consapevolezza (presa di coscienza) che si fonda la nostra campagna “Io faccio la mia parte”. Una filosofia dove l’attuale modello economico e di vita, basato sulla quantità, viene sostituito da un modello basato sulla qualità. Il riutilizzo del rifiuto è un fattore cruciale perché la nostra società non vada verso un inevitabile collasso. Come la natura ci insegna da milioni di anni, non deve esistere il rifiuto propriamente detto, tutto è una risorsa e può e deve essere riutilizzato. Senza paura di smentita, attualmente l’economia circolare rappresenta l’unico modello economico percorribile sul medio e lungo termine.

Ad esempio noi oggi ci preoccupiamo di dove e come smaltire le bottiglie o le buste di plastica. Spesso per “limitare” il problema cerchiamo di produrre versioni “meno inquinanti” delle stesse, tuttavia la vera soluzione sarebbe affrontare la questione a monte, avvalendosi delle bottiglie di vetro e delle buste di tela riutilizzabili. Noi produciamo troppi rifiuti, questo si traduce in affari da trilioni di euro, affari che talvolta alimentano un sistema poco “trasparente”. Senza dubbio gli interessi in gioco sono enormi, ma noi, facendo la nostra parte, possiamo limitare lo spreco e la produzione del rifiuto.

A tal riguardo recentemente ho fatto una “proposta provocatoria” ad un grosso marchio di distribuzione alimentare: mettere accanto alle cataste di bottiglie d’acqua di plastica, presenti in grande quantità in tutti i super e iper mercati, una casetta dell’acqua (con relativi filtri e sistemi di depurazione) e un distributore di bottiglie vuote di vetro da comprare una sola volta e riutilizzare. Il cliente, che ovviamente resterebbe libero di scegliere, avrebbe un vantaggio economico e, soprattutto, sarebbe cosciente di fare “la propria parte” con un comportamento più eco-compatibile. Sarebbe molto interessante fare una prova reale, verificare/valutare i comportamenti dei clienti e, alla fine, tirare le somme pubblicando i risultati. Auspico che qualche grande azienda voglia raccogliere la sfida, dimostrando di voler concretamente passare dalle parole ai fatti."

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