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78 DEFIBRILATTORI DAE CONSEGNATI A 28 COMUNI DELL'ENTROTERRA

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WED 17 Apr | Notizie - Attualità - Entroterra
78 DEFIBRILATTORI DAE CONSEGNATI A 28 COMUNI DELL'ENTROTERRA

Il defibrillatore semiautomatico esterno è indispensabile per trattare l’arresto cardiaco improvviso. Questi dispositivi sono infatti in grado di individuare le anomalie nel battito cardiaco e di agire in maniera tempestiva, dimostrandosi efficaci nell’iter di pronto intervento anche grazie ai comandi vocali guida emessi

Consegnati oggi in Regione Liguria 78 Defibrillatori Semiautomatici Esterni (DAE) a 28 Comuni dell’entroterra e a 22 tra stazioni del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico e rifugi alpini liguri. La consegna è avvenuta nell’ambito del progetto regionale per l’ottimizzazione dell’assistenza sanitaria in emergenza nelle zone a ridotta accessibilità, elaborato dal Dipartimento Regionale Emergenza Sanitaria Territoriale 118 della Regione Liguria per il potenziamento del soccorso nelle zone disagiate.

I 28 Comuni che riceveranno ciascuno due defibrillatori sono:

provincia di Genova - Fascia, Fontanigorda, Gorreto, Montebruno, Propata, Rezzoaglio, Rondanina, Rovegno
provincia di Imperia - Armo, Bajardo, Carpasio, Castel Vittorio, Cosio d’Arroscia, Mendatica, Montegrosso Pian Latte, Pornassio, Rezzo, Triora
provincia della Spezia - Maissana, Varese Ligure, Vernazza
provincia di Savona - Bardineto, Calizzano, Castelvecchio, Massimino, Murialdo, Osiglia e Urbe
Per l’acquisto dei defibrillatori è previsto un finanziamento di circa 265 mila euro del ministero della Salute.

Nell’ambito del progetto regionale, il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico Liguria ha individuato 16 rifugi dove collocare i Dae e 6 stazioni di soccorso alpino, oltre ai Comuni dell’entroterra. I rifugi sono: il Muzzerone alla Spezia sul nodo di collegamento tra i sentieri delle Cinque Terre e Portovenere; nel Tigullio, nel Parco di Portofino in località Batterie e Molini; Prato Cipolla a Santo Stefano d’Aveto; in provincia di Genova all’Albergo del Faiallo, agriturismo Chelina, Ostaia de Baracche, casette di Sant’Ilario, Argentea; in provincia di Savona alla base scout il Rostigliolo, Pian delle Bosse, Cascina Miera, Pratorotondo, decollo parapendio di Bergeggi; in provincia di Imperia al rifugio Allavena e a Monesi.

In Liguria, l’incidenza di arresti cardiaci è in linea con i dati della letteratura scientifica, ovvero di circa 100 casi per 100.000 abitanti. Questo significa che, ogni anno, nella nostra Regione 1.500 persone sono colpite da morte cardiaca improvvisa. Per salvare queste vite è necessario chiamare immediatamente il Numero Unico Emergenze 112. Inoltre, gli operatori delle Centrali Operative di Emergenza Sanitaria 118 della Liguria sono in grado di guidare telefonicamente nelle manovre di rianimazione cardiopolmonare e nell’utilizzo del defibrillatore chi assiste la persona colpita da arresto cardiaco: oggi circa il 50% degli arresti sono rianimati già da chi chiama i soccorsi.

“Agire con rapidità è indispensabile per salvare vite. La morte cardiaca improvvisa - spiega la vicepresidente e assessore alla Sanità di Regione Liguria - costituisce oltre il 10% dei decessi annuali nel nostro Paese, molti di più rispetto a quelli dovuti, ad esempio, agli incidenti stradali. Per la propria conformazione territoriale, le zone interne della Liguria sono difficilmente accessibili: dotare di un defibrillatore i Comuni dell’entroterra e i principali punti di snodo dei percorsi escursionistici, da cui si possa raggiungere un punto di primo intervento in un’ora al massimo, consentirà un più rapido ed efficace soccorso a chi è colpito da arresto cardiaco. Obiettivo del progetto regionale è anche la diffusione del suo utilizzo, con l’implementazione del ‘first responder’ attraverso la formazione dei cittadini sulle pratiche da seguire in relazione alle tecniche di primo soccorso e all’utilizzo dei defibrillatori”.

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