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IL DECRETO DIGNITA' PENALIZZA I CASINO' ITALIANI

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THU 9 Aug 2018 | Notizie - Attualità - Liguria
IL DECRETO DIGNITA' PENALIZZA I CASINO' ITALIANI

E’ appena iniziata la “battaglia” di Federgioco, l’associazione che riunisce le quattro case da gioco italiane, per ottenere una revisione del “Decreto Dignità” per quanto concerne le modalità di promozione dell’attività d’intrattenimento dei Casinò italiani.
Il Decreto 87/2018, meglio conosciuto come “Decreto Dignità” prevede i divieto di qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse manifestazioni sportive, culturali o artistiche, trasmissioni televisive o radiofoniche, stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet, penalizzando fortemente non solo i Casinò italiani ma anche i territori, su cui incidono.
I Casinò italiani, infatti, sono diventati i volano turistico dei rispettivi territori, basilari per le ricadute occupazionali ma anche per i tanti eventi creati che sostengono l’attività ricettiva dei rispetti bacini.
“Rivendichiamo l’importanza economica ma anche sociale e culturale dei Casinò italiani- Ribadisce il Presidente di Federgioco, Olmo Romeo- Siamo al paradosso i casinò europei potrebbero promozionarsi in Italia mentre i casinò italiani non potranno farlo? E’ una situazione che si sta già verificando. Si tratterebbe di concorrenza sleale a tutti gli effetti. Ribadisco il sostegno dei casinò italiani, già da tempo impegnati contro il gioco patologico, insieme con le loro Proprietà, Comuni e Regioni. Si devono ricordare le peculiarità di queste aziende a capitale pubblico, che sostengono fortemente le comunità di riferimento, in ambito turistico, sportivo, culturale e sociale. La nostra è una battaglia per la sopravvivenza che mi vedrà impegnato in ogni sede e per cui già da ora chiedo la collaborazione dei parlamentari dei territori interessati. Dobbiamo poter rappresentare le nostre istanze direttamente al Vice Premier Luigi Di Maio.”

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