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AUTOSTRADE : RIFARE IL PONTE MORANDI E' NOSTRO OBBLIGO

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THU 13 Sep | Notizie - Cronaca - Genova
AUTOSTRADE : RIFARE IL PONTE MORANDI E' NOSTRO OBBLIGO

"Secondo la convenzione Autostrade ha l'obbligo e il diritto di provvedere nel tempo più breve possibile alla ricostruzione del ponte. Così come il ministro dei Trasporti ha l'obbligo di documentare eventuali violazioni del concessionario, cosa che fino ad oggi non ha fatto". Così il presidente di AutostradeFabio Cerchiai in un'intervista al 'Messaggero' sul crollo del viadotto Morandi a Genova.
"Siamo aperti ad ogni contributo che possa aiutare a ricostruire il ponte prime e meglio. Fincantieri è benvenuta", aggiunge in merito al coinvolgimento nell'opera del gruppo cantieristico, che si occupa anche di infrastrutture. Sulle ipotesi di modifica unilaterale della convenzione con il governo, Cerchiai osserva che "cambiare per decreto regole sulle quali i grandi investitori internazionali fanno affidamento per i loro investimenti, aprirebbe un capitolo pericoloso sul piano della credibilità del paese. Chiunque può comprendere che non è solo un problema che riguarda Autostrade". Inoltre se il governo non dovesse rispettare quanto previsto dalla convenzione "non potremmo restare inerti, dovremmo tutelarci. Tra l'altro - sottolinea - vorrei ricordare che noi agiamo nell'interesse di circa 31mila lavoratori e 55mila azionisti, piccoli e grandi, italiani e stranieri".
Quanto ad un'interlocuzione con il governo, "saremmo felici di sedere attorno ad un tavolo". E sui rischi per il viadotto prima del crollo, Cerchiai spiega che "del ponte di sono occupati in tanti: le strutture tecniche di Autostrade, i progettisti di Spea, una serie di consulenti esterni di livello internazionali, le strutture del ministro, da nessuno di loro è stata mai evidenziata una situazione di urgenza". Il ponte è tuttavia crollato: "Purtroppo - conclude - una tragedia terribile e l'aggettivo prescinde da qualunque considerazione sugli accertamenti delle responsabilità che eventualmente emergeranno".

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