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AK INFORMA: QUALE È STATO L’INIZIO STORICO DI QUESTA CRISI AMBIENTALE?

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TUE 13 Aug | Notizie - Informazione
AK INFORMA: QUALE È STATO L’INIZIO STORICO DI QUESTA CRISI AMBIENTALE?

Direttamente dal bollettino settimanale Ak Informa la ricerca storica-antropologica di Accademia Kronos sull’origine dell’attuale crisi ambientale e climatica.

In tutto questo sfacelo ambientale e climatico in cui noi, poveri mortali, assistiamo impotenti, ci si chiede
se questo modello di società, reo di quanto sta accadendo, era ed è l’unica strada percorribile
dall’umanità o se invece esistono altri percorsi capaci di scongiurare questa profonda crisi ambientale.
Personaggi di alto valore intellettuale, filosofi e storici, di ieri e di oggi ci dicono che esistono alternative a
questa società consumistica e aggressiva nei confronti dell’ambiente. Già a partire della nostra era
industriale qualche intellettuale proponeva forme di società e di sviluppo alternativo, vedi il socialismo e
poi il comunismo, che, comunque, alla fine hanno dimostrato anche loro profondi limiti. Tra tutte le altre
formule sociali proposte in alternativa, primeggia comunque la filosofia di Erich Fromm: “Essere o
Avere”. Oggi abbiamo capito che la nostra è solo la società dell’avere e, quindi, della sistematica e
continua distruzione della nostra stessa casa: l’ambiente.
E’ possibile a questo punto invertire la marcia? Molti, compresi noi di AK, pensano di NO. I grandi
cambiamenti tanto necessari per invertire la marcia verso il baratro, ormai si possono fare solo a parole,
attraverso conferenze o trattati, ma nulla più. La nostra società si è talmente “incartata” che è quasi
impossibile portarla su una strada diversa. Dobbiamo purtroppo prendere atto che questa macchina di
distruzione del clima e dell’ambiente è come un grande volano, una volta attivato non si ferma più.
Noi di Accademia Kronos, dopo 50 anni di studi, spedizioni all’estero e varie esperienze, nel tentativo di
capire il perché di questa situazione ambientale e climatica critica, oggi abbiamo capito che dobbiamo
rassegnarci a quello che verrà. L’ultimo rapporto dell’IPCC, presentato a Ginevra alcuni giorni fa, avvalora
questa tesi.
Forse le cose dovevano andare così, forse era scritto nel destino di questa umanità, (per i Veda la nostra
è la quinta umanità, dopo ci sarà la sesta e poi la settima) per cui non ci rimane che rassegnarci al triste
futuro che ci si para davanti. Tuttavia una soddisfazione vogliamo prendercela: capire quando e dove è
scoccata la scintilla che ha determinato questa situazione. Vediamo allora di cercare nell’archivio del
tempo per capire.
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Molti storici danno per scontato che l’inizio di questa situazione è iniziata nell’era industriale, a partire
dall’invenzione della propulsione a vapore per arrivare all’era dei combustibili fossili. Altri si avventurano
ancora indietro nel tempo facendo iniziare la crisi ambientale e climatica addirittura all’impero romano.
Noi di Accademia Kronos invece andiamo ancora più indietro nel tempo, all’origine delle prime civiltà
dell’uomo, all’incirca intorno al 6/5.000 a.C.
Sono pochissimi in effetti che si avventurano nel lontano passato per comprendere la situazione
ambientale dei giorni nostri, eppure tutto questo ha radici lontane. Ci si dice che la grande rivoluzione
culturale dell’uomo iniziò in Europa, una rivoluzione che nei millenni ha gettato le basi della società che
stiamo vivendo. ( Molti però pensano che l’origine delle grandi civiltà sia iniziata ancora prima e in
particolare in Mesopotamia, ma di questo ne parleremo in futuro). In questo breve articolo pertanto ci
occuperemo delle civiltà del Mediterraneo e del nord Europa. Stiamo parlando delle civiltà Matriarcali
Mediterranee dove era la donna e non l’uomo a gestire le società di allora. Esempi luminosi sono i
ritrovamenti neolitici delle statuette della Dea madre in alcune caverne europee, mentre più significativi
sono i resti archeologici di Çatal Hüyük in Turchia e dei templi dedicati alla dea madre a Malta (circa
10.000).Secondo i più accreditati antropologi, in particolare lo scienziato Johann Jakob Bachofen, il matriarcato fu
l'organizzazione originale dell'umanità, e solo più tardi venne sostituita dal patriarcato. I primi esempi di
società matriarcali si fanno risalire all’inizio del neolitico, circa 15000 anni fa. La donna, quale generatrice
della vita, era ritenuta una figura importante e, pertanto, riconosciuta come capo supremo. In quello
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stesso periodo si era scoperta l’agricoltura e l’addomesticamento degli animali per cui si erano formati i
primi insediamenti umani stabili. Il matriarcato pertanto incarnava una società tranquilla e pacifica
dedita all’agricoltura e all’addomesticamento degli animali.
In quello stesso periodo a nord del Mediterraneo nel bacino del Volga, nella Russia europea e nel Mar
Nero era presente una popolazione patriarcale, la civiltà dei Kurgan, in cui il dominatore assoluto non era
più la donna ma l’uomo. Un popolo che per quei tempi potremmo definire guerriero, dedito quasi
esclusivamente alla caccia e alla pastorizia, sostenuto alimentarmente oltre che dalla carne animale dai
frutti della natura, quindi ancora in parte frugivoro e raccoglitore. Ad un certo punto, all’incirca 13000
anni fa, l’emisfero nord della Terra subì un fortissimo raffreddamento climatico (Younger Dryas) e molte
terre si coprirono di ghiaccio, il tutto durò circa 1300 anni (*). Questa nuova, se pur breve, era glaciale
obbligò popolazioni situate più a nord rispetto al Mediterraneo ad emigrare, nella ricerca di terre libere
dal ghiaccioInevitabilmente la civiltà patriarcale e violenta dei Kurgan venne in contatto con quella pacifica del
Matriarcato, gioco forza in pochi secoli la cultura matriarcale fu spazzata via. E’ al suo posto nacquero gli
Achei, gli Etruschi, i Fenici, ecc. ecc. “Un regalo”, si fa per dire, venuto dallo spazio che ha modificato
profondamente il clima terrestre permettendo a tribù guerriere e assassine di azzerare civiltà pacifiche
che se fossero sopravvissuta fino a noi forse l’uomo non avrebbe commesso efferati genocidi e, alla fine,
sganciato 2 bombe atomiche su popolazioni inermi.
Da quel momento la cultura dell’ESSERE ( in parte rimasta in alcune aree geografiche dell’Oriente) lasciò
il posto alla cultura dell’AVERE, di cui ancora oggi ci nutriamo.
Ecco quindi, secondo noi, da dove è partita la cultura dell’avere che ha generato le società che oggi
governano il pianeta e che minacciano tutti gli equilibri della natura e del clima terrestre.

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