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EXPORT: CON LA VIA DELLA SETA NUOVE OPPORTUNITA’ PER IL MADE IN LIGURIA

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WED 15 May | Notizie - Informazione - Liguria
EXPORT: CON LA VIA DELLA SETA NUOVE OPPORTUNITA’ PER IL MADE IN LIGURIA

Vino, olio e molti altri prodotti Made in Liguria trovano terreno fertile nel commercio con il Gigante Asiatico, dove il valore dell’export ha toccato i 17milioni di euro nel IV semestre 2018, +30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: la parabola crescente ha la possibilità di continuare a crescere avvantaggiata anche della guerra commerciale tra Usa o Cina, ma bisogna porre attenzione ai possibili sconvolgimenti dei mercati mondiali che da essa può derivare. Lo rende noto Coldiretti Liguria, su dati Istat, in occasione dell’annuncio dei superdazi cinesi nei confronti di beni importati dagli Stati Uniti per un totale di 60 miliardi di dollari, tra i quali una lunga lista di alimentari e bevande compreso il vino. È un piano strategico avanzato dal colosso asiatico in risposta alla “mossa protezionistica” decisa dal presidente Usa Donald Trump su merci cinesi per 200 milioni di dollari.

E mentre va avanti la lotta tra le due potenze, l’Italia continua ad importare l’agroalimentare di qualità in Cina, dove, ad esempio, per il vino si conta nel 2018 un commercio per 127 milioni di euro, valore che le ha permesso di collocandosi al quarto posto tra i principali fornitori dopo Francia, Australia e Cile che godono di intese commerciali a dazi zero. “Quello cinese è un mercato molto attento alla qualità dell’agroalimentare italiano – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – e nel quale anche le nostre produzioni locali, in special modo l’olio extra vergine d’oliva e il vino, hanno la possibilità di farsi largo, in un commercio strategico, che può essere rafforzato grazie all’accordo sulla Via della Seta. Tuttavia è importante che dell’Unione Europea monitori lo scontro tra Cina e USA che rischia di provocare lo sconvolgimento dei mercati mondiali anche delle materie prime agricole e verificare l’opportunità di attivare, nel caso di necessità, misure di intervento straordinarie anche a livello comunitario per favorire i nostri imprenditori e in generale l’agroalimentare italiano”.

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