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DALLE MEDUSE ALLE API: L’ULTIMO BOLLETTINO DI ACCADEMIA KRONOS PER LA TUTELA DELL’AMBIENTE

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SAT 19 Jan | Servizi - Attualità - Fuori Liguria

Gli ultimi 4 anni sono i più caldi di sempre: si apre con questa notizia l’ultimo bollettino di Accademia Kronos, l’ente nazionale di ricerca e tutela dell’ambiente. Secondo gli esperti di Accademia Kronos l’eccezionalità non ha interessato solo l’Italia, il 2018 infatti è risultato il più caldo anche per Francia, Svizzera, Germania e Austria. Globalmente, secondo il servizio Copernicus Climate Change Service il 2018 è stato il quarto più caldo e fa parte di una serie di anni eccezionalmente caldi. Copernicus è un programma di osservazione della Terra dell'Unione Europea e del Centro Europeo per le Previsioni meteorologiche a medio Termine. Nel bollettino poi spazio a un approfondimento a cura del Centro AK Mare di Savona, in cui si sottolinea come siano giunti segnali preoccupanti per quanto riguarda il Mar Tirreno centrale e in particolare una vasta area compresa tra le coste campane e quelle toscane. Il 24 dicembre scorso infatti è arrivato morto sulle spiagge di Ischia un grosso capodoglio, poi sempre ad Ischia migliaia di gamberetti morti giorni fa sono finiti sugli arenili, infine nel mare dell’Isola d’Elba sono apparse migliaia di meduse. Per i gamberetti, che poi sono i famosi krill di cui vanno ghiotti i mammiferi marini, si parla di forti ed improvvise correnti ascensionali marine che hanno spinto questi crostacei dalla profondità del mare fino alle spiagge dell’isola. Per le meduse ancora ci si interroga, solitamente la presenza massiccia di questi esseri marini avviene il estate o all’inizio dell’autunno. Evidentemente, affermano gli esperti di AK, l’anomalia è dovuta al mare ancora troppo caldo. Infine altro argomento di fondamentale importanza e grande interesse trattato da Accademia Kronos nell’ultimo bollettino è quello delle api da miele a rischio. “Se un giorno le api dovessero scomparire, all'uomo resterebbero soltanto quattro anni di vita”, questa un’emblematica frase attribuita ad Albert Einstein. In realtà la sua origine non è certa, ma poco importa, infatti, indipendentemente da chi l’abbia coniata, la sua effettiva importanza risiede nel basilare concetto che veicola, ossia che le api, in quanto insetti impollinatori per eccellenza, sono fondamentali per la sopravvivenza della maggior parte delle specie animali e vegetali, uomo compreso. Senza insetti pronubi tutte le piante angiosperme, quelle con fiore e frutto, non sarebbero più in grado di riprodursi e andrebbero ad estinguersi. Un tale evento, com’è facilmente intuibile, porterebbe conseguenze disastrose a livello planetario. Purtroppo negli ultimi decenni, a causa dei cambiamenti climatici e, soprattutto, dell’ampio ed indiscriminato uso di pesticidi e diserbanti in agricoltura, la popolazione mondiale delle api è in forte decremento. Recenti studi hanno registrato un’allarmante diminuzione complessiva del 30%. Quattro anni fa AK presentò all’allora Ministro dell’Agricoltura un progetto che prevedeva di intervenire nella questione della diminuzioni delle api nel mondo. Il progetto fu ufficialmente presentato, e lo stesso ministro espresse molto interesse, ma poi non si è fatto più nulla. L’impegno di Accademia Kronos continua e Imperia TV seguirà tutti gli eventi e gli ultimi aggiornamenti.

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