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IL FOCUS DI ACCADEMIA KRONOS SUL PROBLEMA RIFIUTI IN ITALIA

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SAT 2 Feb | Servizi - Attualità - Fuori Liguria

Il problema dei rifiuti negli ultimi decenni ha assunto dimensioni ed effetti ben diversi rispetto a prima: da fenomeno locale è diventato globale. Il numero di questa settimana del bollettino di Accademia Kronos ha scelto di concentrarsi sui problemi dei rifiuti in Italia. Va subito chiarito che la problematica è ben diversa da regione a regione e da città a città, con evidenti maggiori criticità nel Sud. Accademia Kronos è ben consapevole che probabilmente non esiste una ricetta facile, che porti alla soluzione di tutti i problemi in tempi rapidi. Ma certo è che se le linee seguite fino ad ora hanno dato questi risultati è, non solo opportuno, ma doveroso cercare di aprire i nostri orizzonti, aprendoci alla ricerca e alla sperimentazione di modelli già efficaci in altri Paesi. Perché non lo si è fatto fino ad ora? Il sospetto è che fra le maggiori motivazioni vi sia il semplice fatto che seguire nuove strade non sia stato giudicato conveniente per chi in questo sistema prospera o spera di prosperare. Eppure modi diversi di procedere esistono. Il problema di base in Italia è che ci sono pochi impianti adeguati e c’è troppo materiale da smaltire, e la combinazione di questi due fattori – che ha varie cause – sta portando tutto il sistema in una situazione di stallo. Di fatto non riusciamo più a sostenere lo smaltimento di tutti i rifiuti prodotti. Non si tratta soltanto dei cassonetti stracolmi di alcune città che tante volte hanno fatto parlare di “emergenza spazzatura”, ma soprattutto di un problema ben più vasto che riguarda tutto il sistema nazionale di gestione di questo settore. MA QUANTO CI COSTANO I RIFIUTI? 302 euro a famiglia nel 2018. La Campania la regione più costosa (422€), Trentino Alto Adige la più economica (188€). I nuovi dati dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva nel 2018, ammonta a una media di 302 euro la tassa dei rifiuti nel nostro Paese, con differenze territoriali molto marcate: tra la regione più economica e quella più costosa si registra uno scarto di oltre il 120% e fra la provincia meno cara e quella più cara addirittura di oltre il 270%. A livello di aree geografiche, i rifiuti costano meno al Nord (in media 256 euro), segue il Centro (301 euro), infine il Sud (357 euro). “Ancora una volta la nostra indagine restituisce la fotografia di un paese con marcate differenze territoriali in termini di produzione di rifiuti, raccolta differenziata e costi sostenuti dalla cittadinanza. I nostri dati concordano con l’indagine Istat secondo la quale il 70% delle famiglie italiane ritiene eccessiva la spesa per la raccolta dei rifiuti, percentuale che supera l’80% relativamente alle regioni del Sud e le Isole”, commenta Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva. “In un’epoca in cui si parla diffusamente di sostenibilità e promozione dell’economia circolare in ottica di contenimento degli sprechi, per noi soggetti della società civile è indispensabile promuovere comportamenti consapevoli e responsabili nella cittadinanza.”

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