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DOPO LA CONDANNA DI CLAUDIO SCAJOLA, LE REAZIONI SUL FRONTE POLITICO

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SAT 25 Jan | Servizi - Cronaca - Imperia

La condanna inflitta al sindaco di Imperia Claudio Scajola dal Tribunale di Reggio Calabria, a due anni di reclusione per procurata inosservanza della pena a favore dell’ex parlamentare di Forza Italia Amedeo Matacena, condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa, ha scatenato, come era prevedibile, una serie di reazioni sul fronte politico.

Fra i primi a farsi avanti per chiedere le dimissioni del primo cittadino imperiese, Maria Nella Ponte e Alice Salvatore, rispettivamente consigliere comunale e consigliere regionale del Movimento 5 Stelle che parlano di «cosa estremamente grave per tutta la Liguria e per Imperia, che viene infangata ancora una volta dalla condotta di un personaggio che non dovrebbe avere nulla a che fare con le istituzioni».

Alessandro Savioli e Luca Lanteri, consiglieri di Progetto Imperia evidenziano il «duro colpo per Claudio Scajola e soprattutto per la città di Imperia – sempre a loro dire – vittima dell'ambizione e dell'orgoglio del suo sindaco che, sebbene sotto processo, ha voluto comunque candidarsi» e auspicano che Scajola «prenda le più opportune decisioni non in funzione della sua persona, ma nell'interesse della città».

Imperia al Centro, che in Consiglio comunale fa riferimento a Guido Abbo, in una nota evidenzia che, a prescindere dalla rilevanza penale, la vicenda di Matacena, così come quella della casa al Colosseo, siano da disapprovare sotto il profilo etico e per questo il gruppo di opposizione ritiene Claudio Scajola «inadeguato a ricoprire una carica pubblica». Per Imperia al Centro, Scajola «non avrebbe dovuto neppure candidarsi».


A sostegno di Claudio Scajola c’è invece una nota di Polis, l’associazione politico culturale dello stesso sindaco, nella quale si evidenzia come «la maggioranza intera conferma il proprio sostegno al sindaco». Da Polis anche l’accusa di sciacallaggio nei confronti degli esponenti di opposizione.

Il vicesindaco di Imperia Giuseppe Fossati, da buon avvocato, ricorda che «le sentenze, meno che mai quelle non definitive, non dovrebbero essere commentate», sottolineando comunque che «rispetto al quadro prospettato dal Pm, il Tribunale abbia molto ridimensionato la vicenda». Per Fossati «il tempo è galantuomo» e l’auspicio è che «Claudio Scajola potrà veder riconosciuta la sua innocenza e la correttezza della sua condotta», ma nel frattempo l’invito è a «proseguire sulla strada intrapresa, nell’interesse della città».

A sostegno del primo cittadino anche una nota del resto della Giunta comunale, nella quale si evidenzia l’impegno di Scajola in questi 18 mesi di Amministrazione per ridare «a Imperia la fiducia di credere in sé stessa e nelle sue potenzialità, dopo anni di sconforto e declino».

Sostegno a sorpresa al sindaco anche dalla consigliere di opposizione della Lega Monica Gatti, che parla di «fatti che risalgono a epoche diverse, quando il primo cittadino ricopriva un altro ruolo e che non hanno nulla a che fare con la sua attività amministrativa». «Troppo spesso – aggiunge la Gatti – assistiamo a condanne in primo grado che poi diventano assoluzioni. Siamo garantisti».

Giorgio Mulè, parlamentare di Forza Italia e portavoce dei Gruppi di Camera e Senato, ricorda che «la giustizia, come la verità, ha spesso bisogno di tempo (spesso troppo) per affermarsi». E aggiunge che è stato evidenziato come in questa vicenda «nulla c’entravano connessioni con la ‘Ndrangheta, la Massoneria o con gli onnipresenti servizi segreti deviati». Per Giorgio Mulè, «Claudio Scajola rimane un cittadino da non considerarsi colpevole, soprattutto alla luce del notevole ridimensionamento dell’ipotesi accusatoria».

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