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PROCESSO BREAKFAST, NESSUNA AGEVOLAZIONE ALL’NDRANGHETA DA PARTE DI CLAUDIO SCAJOLA

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WED 27 May | Servizi - Cronaca - Imperia

L’ex ministro e attuale sindaco di Imperia Claudio Scajola non può essere accusato di aver messo in atto nessuna agevolazione all’Ndrangheta e ad associazioni massoniche o segrete. È quanto emerge dalle motivazioni che i giudici di Reggio Calabria hanno depositato relativamente alla sentenza del processo Breakfast, che ha visto la condanna, fra gli altri, dello stesso Scajola a due anni di reclusione per aver favorito l’inosservanza della pena da parte dell’ex deputato di Forza Italia Amedeo Matacena, condannato a tre anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa e tuttora latitante. I giudici hanno evidenziato che lo stesso Matacena non aveva alcun ruolo all’interno di organizzazioni mafiose o segrete e di conseguenza non vi può essere stato legame in questo senso nemmeno per gli altri imputati al processo. Oltre al sindaco di Imperia, i giudici di Reggio Calabria hanno condannato a un anno di reclusione anche a Chiara Rizzo, ex moglie di Matacena. Le pene erano state poi sospese. L’aggravante del sostegno ad un’associazione segreta era stato sollevato dal Pm Lombardo nel corso della sua requisitoria, ma è stato respinto dai giudici, così come in precedenza aveva fatto il Giudice per le indagini preliminari.

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