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CALTAGIRONE RIBATTE A DI MAIO E ACCUSA LA MAGISTRATURA

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FRI 1 Feb | Servizi - Cronaca - Liguria

All’ex patron del Gruppo Acquamarcia Francesco Bellavista Caltagirone le parole pronunciate alla Camera dal vicepremier Luigi Di Maio, in merito a Banca Carige, non sono andate giù. L’imprenditore romano in una nota ha evidenziato che la sua situazione non è assimilabile a quella degli altri debitori di Carige. Francesco Bellavista Caltagirone infatti evidenzia come la crisi del suo Gruppo sia in sostanza colpa dello Stato, in quanto legata, scrive Caltagirone, «a un’iniziativa della magistratura che si è poi rivelata improvvida» e che «ha distrutto una realtà economicamente solida come il gruppo Acqua Marcia». Per questo Caltagirone ritiene di meritare se non le scuse almeno «un atteggiamento più consono da parte del ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio», ricordando che il suo Gruppo dava lavoro direttamente a circa 2.500 persone e indirettamente a 10 mila ed è andato in crisi, e poi in concordato preventivo, in conseguenza dell’inchiesta dei pm sul Porto di Imperia, chiusa con le assoluzioni di tutti gli imputati. Il Gruppo Acquamarcia dal 2012 in avanti ha visto crollare tutte le sue 25 società, finite in concordato o in liquidazione, con debiti complessivi verso le banche per un miliardo di euro. Il pool di professionisti che attualmente gestisce il Gruppo ha anche promosso un’azione di responsabilità nei confronti di Francesco Bellavista Caltagirone e sul finanziamento di 35 milioni di euro per la costruzione del porto di Imperia da parte di Banca Carige sta indagando la procura di Genova.

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