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ROMA, LA CORTE COSTITUZIONALE BOCCIA IL REFERENDUM SUL SISTEMA MAGGIORITARIO

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FRI 17 Jan | Servizi - Politica - Liguria

Il referendum sul sistema elettorale maggioritario è stato dichiarato «inammissibile» dalla Corte Costituzionale, che si è espressa oggi, dopo otto ore di camera di consiglio. Il referendum era stato proposto dalla Lega e sostenuto anche da otto Consigli regionali, fra cui quello ligure, con il presidente Giovanni Toti in testa. Il referendum mirava a proporre ai cittadini di esprimersi a favore o contro l'abrogazione delle norme sulla distribuzione proporzionale dei seggi elettorali. La Corte ha motivato il respingimento del referendum per una «assorbente ragione dell’eccessiva manipolatività del quesito referendario». Una decisione che ha scatenato le ire del leader leghista Matteo Salvini, che ha chiaramente parlato di una «difesa del vecchio sistema, con Pd e 5 Stelle che restano attaccati alle poltrone». Il ministro delle Riforme Federico D'Incà ha subito annunciato che il Governo andrà avanti «per superare il Rosatellum e dare al paese una legge elettorale proporzionale con soglia alta». E il proporzionale trova soddisfatti anche il pentastellato Luigi Di Maio e il segretario del Pd Nicola Zingaretti. Per Giovanni Toti, invece, la decisione della Corte Costituzionale, «ci riporta indietro alla Prima Repubblica, in quanto con il sistema maggioritario, gli elettori avrebbero finalmente potuto scegliere i propri parlamentari, le alleanze, il Governo del Paese prima del voto». Ora, sempre secondo Toti, «il rischio è che la maggioranza parlamentare voti una legge proporzionale, che ci riporterà alla Prima Repubblica, consentendo ai partiti di accordarsi dopo il voto, alle spalle dei cittadini, mandando a Roma una serie di raccomandati, senza nessuna esperienza sul territorio».

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