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TG SCIENZA AGENZIA DIRE : I GHIACCIAI DELL' ANTARTIDE

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MON 11 Feb | Speciali - Attualità - Fuori Liguria

Una caverna, enorme, sotto a un ghiacciaio dell’Antartide. E’ stata scoperta dalla Nasa e se ne è parlato molto, anche in termini allarmistici di danni all’ecosistema. A firmare la ricerca, pubblicata su Science, è stato un italiano, Pietro Milillo: lavora al Jet Propulsion Laboratory di Pasadena e ci ha spiegato quali sono le vere novità che questa scoperta ha rivelato.
Innanzitutto, niente panico. La presenza della caverna non comporta nessun immediato innalzamento del mare.
Lo studio dall’alto, grazie alla costellazione satellitare italiana Cosmo-Skymed e alla tedesca Tandem-X, ha permesso invece di svelare un andamento diverso dei ghiacciai: si sciolgono e arretrano seguendo meccanismi finora ignoti.
Un lavoro lungo almeno tre anni, quello di Milillo. Ventinove anni, nato a Casamassima- Comune pugliese di 20mila abitanti-, Milillo si è laureato in Fisica all’Università di Bari e, durante un dottorato all’Università della Basilicata, è volato oltre oceano per un’esperienza alla Caltech. Ha messo a punto la sua proposta per ottenere un finanziamento post doc e, detto fatto, ha iniziato la sua ricerca sui ghiacci. Un tema importante, da cui dipende anche il futuro del nostro pianeta.
Gli chiediamo subito: la situazione del ghiacciaio con la cavità sottostante è grave?
“Inviterei alla calma- spiega-. Il contenuto di ghiaccio sciolto all’interno di questa caverna subacquea non contribuisce direttamente all’innalzamento del mare, ma contribuisce a destabilizzare il ghiacciaio. Parliamo di livello di innalzamento del mare medio annuo al di sotto del millimetro, quindi non c’è da preoccuparsi nel breve termine. Quello che è interessante capire è che sono stati scoperti nuovi meccanismi di scioglimento e arretramento del ghiacciaio”.

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